2. Il Facchino "Matton"
Il nostro romanzo comincia quando l’atletica leggera non era ancora atletica leggera. Siamo sul finire dell’Ottocento e la Virtus ha la sua Sezione Pedestre. Sulle ali dell’emozione per i Giochi della prima olimpiade moderna (Atene 1896), ecco che a Bologna si decide di organizzare i “Ludi Felsinei”. Sono gare popolari che coinvolgono i giovani bolognesi, i quali si sfidano in: corsa veloce e di resistenza, salti in alto e con l’asta, lanci della palla e del giavellotto, sollevamento pesi e lotta.
Il 4 giugno 1896, alle 6 del mattino, un segnale di tromba diede il via alla ara popolare di marcia pedestre, sul percorso Bologna-Pianoro e ritorno. Trentatre chilometri. Erano in 118 a darsi battaglia sulle strade rese insidiose dalle piogge di quei giorni. Tagliò per primo il traguardo, stremato, il facchino ambulante Ferdinando Minozzi, meglio conosciuto con il soprannome di “Mattòn”.
Romeo Monari (che a Como vinse tre gare nello stesso giorno: alto, asta e… getto del sasso) e Domenico Cotti sono altri virtussini che s fanno onore. Diventeranno campioni d’Italia nel 1905.
Nel 1908 la Sezione Pedestre si stacca dalla Federazione Ginnastica Italiana e, praticamente, nasce l’atletica leggera. Virtus immediatamente in primo piano: nel settembre 1914 ai campionati Atletici Nazionali di Milano succede che dei 24 titoli in palio ben 11 sono conquistati dai bolognesi della vu nera: Franco Giongo fa la parte del leone con tre titoli individuali più quello ottenuto con la staffetta 4x400. Poi, va a Vienna e corre le 100 yards in 10” (pensate, novantaquattro anni fa!). Arriviamo agli Anni Venti. C’è stata la prima guerra mondiale di mezzo. Ma non ha tolto alla “scuola” virtussina la capacità di formare grandissimi atleti. Cosicché nell’ottobre 1920, ai campionati Nazionali di Salti e Lanci, la vu nera trionfa: 10 primi posti, 4 secondi e 6 terzi.
Il 4 giugno 1896, alle 6 del mattino, un segnale di tromba diede il via alla ara popolare di marcia pedestre, sul percorso Bologna-Pianoro e ritorno. Trentatre chilometri. Erano in 118 a darsi battaglia sulle strade rese insidiose dalle piogge di quei giorni. Tagliò per primo il traguardo, stremato, il facchino ambulante Ferdinando Minozzi, meglio conosciuto con il soprannome di “Mattòn”.
Romeo Monari (che a Como vinse tre gare nello stesso giorno: alto, asta e… getto del sasso) e Domenico Cotti sono altri virtussini che s fanno onore. Diventeranno campioni d’Italia nel 1905.
Nel 1908 la Sezione Pedestre si stacca dalla Federazione Ginnastica Italiana e, praticamente, nasce l’atletica leggera. Virtus immediatamente in primo piano: nel settembre 1914 ai campionati Atletici Nazionali di Milano succede che dei 24 titoli in palio ben 11 sono conquistati dai bolognesi della vu nera: Franco Giongo fa la parte del leone con tre titoli individuali più quello ottenuto con la staffetta 4x400. Poi, va a Vienna e corre le 100 yards in 10” (pensate, novantaquattro anni fa!). Arriviamo agli Anni Venti. C’è stata la prima guerra mondiale di mezzo. Ma non ha tolto alla “scuola” virtussina la capacità di formare grandissimi atleti. Cosicché nell’ottobre 1920, ai campionati Nazionali di Salti e Lanci, la vu nera trionfa: 10 primi posti, 4 secondi e 6 terzi.